Audio City MAP

Ascoltare lo spazio urbano e le pratiche pubbliche attraverso la costruzione di una mappa sonora online. Una mappa mentale, collettiva e condivisa che racconta e scopre punti, pratiche e luoghi importanti di Milano attraverso la voce dei suoi protagonisti.
È sempre più evidente come l’attraversamento e il camminare all’interno di una città sia accompagnato dalle nuove tecnologie, quali telefoni cellulari e cuffie audio, da qui l’idea di trasformare l’esperienza del quotidiano (attraversare un luogo o sostare) in un processo creativo e di apprendimento.

In AudioCityMap trovi:
Non Reserved- AIR Artist In Residence. Residenza di 16 giovani artisti soli o in coppia, in collaborazione con la Cattedra di Scultura dell’Accademia di Belle Arti di Brera di Vittorio Corsini.
Gli artisti hanno ascoltato, guardato, parlato, mappato l’area intorno alla vetrina di via Paisiello 5 dilatando lo spazio fra la loro visione e la città.

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Audio city map

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Residenze non riservate: 45.481300, 9.217300
最终 Per Sempre: 45.490284, 9.213409
Mosche su limoni: 45.459858, 9.281028
Pancia: 45.478900, 9.219400
Spostati, per favore: 45.483300, 9.217300
23 oggetti: 45.482200, 9.235300
La memoria dello spazio: 45.473600, 9.217300
7 Percorsi: 45.479900, 9.214100
Il corpo della luce: 45.478900, 9.219400
Away from their colony, atrophied by reality: 45.481300, 9.217300
Vicariance: 45.488700, 9.222500
Take a day: 45.479900, 9.214100
Lost: 45.504100, 9.223900
DisegnoAscolto- Laboratori di disegno e suono nello spazio pubblico: 45.503100, 9.177200
Wide Open Yourself: 45.516000, 9.244400
Before it\'s too late: 45.160200, 10.820600
CCC- Cascina Coltiva Cultura: 45.497300, 9.257700
Green Me Up- benessere, sport e accessibilità in Municipio 3: 45.498200, 9.252000
ARDA: 45.451866, 9.162515
MAUA: 45.496659, 9.174505
The Slow Run: 45.474100, 9.176200
Fuorisalottino: 45.453000, 9.175760
Urban Blog: 45.485900, 9.202600
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Urban Blog

Sophie Usunier
ArtCityLab, associazione che lavora per la città contemporanea e relazionale, tra fine maggio e inizio giugno 2016 ha chiamato l'artista francese Sophie Usunier a Milano per organizzare quattro workshop con i cittadini, ogni venerdì.

L’artista ad ogni appuntamento ha creato un vero e proprio blog interattivo in città, sfruttando uno spazio accessibile a tutti, cioè le fermate dei mezzi pubblici e lo ha fatto utilizzando semplici post-it gialli. L’idea era quella di coinvolgere i passanti e i cittadini in attesa di bus e tram. Chi passava poteva condividere i propri pensieri lasciando un messaggio su quei post-it.

In questo modo si è creata una rete urbana sociale, focalizzata sul tema della città e della cultura: “Beyond the culture” è la domanda che è stata posta ai cittadini, legata al loro desiderio più profondo di un cambiamento nell’ambito della cultura, dell’educazione, del vivere e stare bene assieme.

#Retenonriservato

Tratto da: MILANO: la fermata del bus diventa un blog a cielo aperto

Piazza Duca d'Aosta Lombardia, Italia
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Fuorisalottino

Fuorisalottino 2019
Fuorisalottino è la prima mostra mercato del Fuorisalone in cui si affittano spazi al centimetro invece che al metro quadro. Il progetto nasce come risposta all’aumento del costo degli affitti durante la Design Week, per dare la possibilità anche a piccoli designer di essere presenti al Fuorisalone.

In questa seconda edizione del Fuorisalottino, l'associazione culturale Onalim ha scelto come location il museo più piccolo del mondo: l’Edicola Radetzky, sulla Darsena.

#Retenonriservato

Tratto da: Fuorisalottino 2019

Viale Gorizia Lombardia, Italia
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The Slow Run

The Slow Run- Vince chi arriva ultimo
Slow Run è una corsa benefica e goliardica sulla distanza di 5 metri, dove vince chi arriva ultimo.
L'idea è nata in un giorno di bellissima noia in un bosco della Svezia, ma cresce con l’intento di sensibilizzare le persone ed aiutare gli “ultimi”.

Tante sono le edizioni realizzate, in particolare si ricordano quelle organizzate in collaborazione con Non Riservato durante Pixel-Picnic.

#Retenonriservato

Tratto da: The Slow Run

Parco Sempione Lombardia, Italia
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MAUA

MAUA- Museo di Arte Urbana Aumentata
Un museo diffuso, a cielo aperto, fuori dai soliti percorsi, fuori dal centro, per scoprire opere di street art e murales sorprendenti, quartiere per quartiere.
Arrivati sul posto, l’esperienza continua in forma digitale: inquadrata con lo smartphone, l’opera si trasforma in un lavoro di digital art, animata in realtà aumentata.
Esplora insieme a MAUA Museo di Arte Urbana Aumentata i quartieri di Palermo, Milano e Torino.
Un progetto partecipato, che in ogni città in cui è stato realizzato è arrivato a coinvolgere centinaia di persone fra abitanti dei quartieri, studenti, street artist e creativi digitali.
MAUA è realizzato grazie a una rete di partenariato, con la partecipazione di realtà molto diverse fra loro.
MAUA è un nuovo modello di museo, diffuso e partecipativo, capostipite di molti altri musei tecnologici del futuro, che vorranno dare vita a modalità innovative di fruizione e valorizzazione, accessibili a un ampio pubblico e aperte al territorio.

L’audio corrisponde a 5 punti geografici; ovvero i 5 luoghi da cui partono i tour di MAUA a Milano:
- Partenza 1, ZONA NIGUARDA e BOVISA 
Viale Edoardo Jenner 33, 20158 Milano MI, Italia
- Partenza 2, ZONA VIA PADOVA 
Via Giovanni Battista Sammartini 31, 28125 Milano MI, Italia
- Partenza 3, ZONA CORVETTO e CHIARAVALLE 
Via Tertulliano 101, 20137 Milano MI, Italia
- Partenza 4, ZONA GIAMBELLINO
Piazza Tirana, 20147 Milano MI, Italia
- Partenza 5, ZONA GALLARATESE
Viale Aretusa 7, 20148 Milano MI, Italia

#Retenonriservato

Tratto da: MAUA

Viale Edoardo Jenner 33, 20158 Milano MI, Italia
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ARDA

ARDA- A Ritmo D'Acque
Il progetto ARDA è rivolto alla creazione di itinerari ed esperienze innovative di viaggio dal centro alle periferie fino all’aperta campagna.

ARDA individua i corsi d’acqua a Sud di Milano (Naviglio Grande, Pavese, Langosco, Sforzesco, di Bereguardo) come elemento centrale di un territorio da valorizzare attraverso lo sviluppo di itinerari.
L’obiettivo del progetto, ed il suo tratto distintivo, è quello di immaginare il collegamento tra la città di Milano, il suo centro, ed il territorio che sta immediatamente alle sue porte.

Il territorio a Sud di Milano è caratterizzato da scorci di paesaggio agricolo di grande bellezza, canali, antiche cascine, manufatti di pregio, soggetti e realtà che anche in modo innovativo abitano e lavorano in quest’area.
ARDA prevede lo sviluppo di itinerari lenti, alla scoperta di questi luoghi, che permettano di rovesciare l’immaginario di chi vive in città e di promuovere alternative sostenibili ai corposi flussi turistici che spesso si limitano all’area urbana e difficilmente si spingono ad esplorarne i dintorni.

#Retenonriservato

Tratto da: A Ritmo D'Acque

Via Bergognone 34 Lombardia, Italia
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Green Me Up- benessere, sport e accessibilità in Municipio 3

Progetto Green Me Up per il Bando Quartieri 2019
Un estratto del podcast radio realizzato da Shareradio e trasmesso da Radio Popolare all'interno del programma "La pillola va giù" per Green Me Up - benessere, sport e accessibilità in Municipio 3, progetto vincitore del Bando Quartieri 2019 (Cascina Biblioteca, Non Riservato, Associazione nazionale subvedenti).

Le iniziative si sono svolte presso:
Via Casoria n. 50
Via Turchia n. 44
Via San Faustino n. 23
Via Carlo Valvassori Peroni n. 56
Tutto il parco Lambro, le strade e le piazze del Municipio 3

#Retenonriservato

Parco Lambro - Cimiano Lombardia, Italia
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CCC- Cascina Coltiva Cultura

CCC - Cascina Coltiva Cultura- iniziative musicali, teatrali e ludiche all'aperto
La cascina di notte. Quando gli eventi son finiti - grilli estivi e rospi smeraldini a giugno 2020: riproduzione audio.

#Retenonriservato

Via Casoria 50 Lombardia, Italia
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Before it's too late

Lorenzo Guzzini
Before it's too late è una frase scritta e ripetuta all'infinito su un rotolo di scotch da pacchi. La scritta è stampata da una matrice a codice a barre, per rendere l'intervento riconoscibile e unico nel suo genere.

"Io, come artista, in questo caso cedo il passo all'opera che non è più personale ma condivisa e collettiva. Chiunque può impossessarsi dello scotch e denunciare bendando oggetti e situazioni che hanno bisogno di un intervento sociale before it's too late, prima che sia troppo tardi appunto. Fare una foto e condividerla in una pagina social o in una mostra collettiva dedicata, diventa poi l'atto di archiviazione della denuncia che, vicino alle altre, può creare un eco potentissimo."

Lunetta-Frassino Lombardy, Italia
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Wide Open Yourself

Arianna Vanini
Per calcolare la via più breve per arrivare in ufficio, prova a lanciare un sassolino e a vedere in quale casella numerata si ferma. Poi, salta su un piede solo. Succede al quartiere Adriano, a Milano, con #Wideopenyourself, progetto di arte urbana di Arianna Vanini, nell’ambito del programma triennale Lacittàintorno, promosso da Fondazione Cariplo.

Il progetto è stato presentato il 14 ottobre 2017, nel calendario della XIII Giornata del Contemporaneo, ed è proposto dal Network Non Riservato con la collaborazione di Artcitylab. Campi da gioco disegnati a terra, la griglia della campana tra la terra e il cielo, il percorso delle biglie, che possono scorrere veloci, senza traffico, tra palazzi coloratissimi, e poi frasi e aforismi di pittori, filosofi e artisti. Tutto per trovare un’ispirazione improvvisa o per ricordarsi del tempo passato, per riappropriarsi dello spazio e del tempo quotidiano, in un quartiere che corre verso la trasformazione.

Ma il gioco non poteva che continuare anche sul web, attraverso un codice QR che ha portato il fruitore alla pagina dell’evento, per scoprire tutti gli interventi realizzati e per suggerire nuovi itinerari, aforismi, azioni, magari con qualche gioco della vostra infanzia.
Un occhio è stato dato anche all’ambiente, visto che per realizzare ciascun intervento è stata utilizzata la finitura fotocatalitica FOTOSAN della società Caspani s.r.l., un prodotto in grado di abbattere e trasformare gli agenti inquinanti e tossici in sostanze innocue.

Alcune precisazioni riguardo la localizzazione degli audio:
- Il primo si trova in Via Adriano, angolo Piazza Costantino, Naviglio della Martesana
- Il secondo si trova in Via Adriano 60, area ex Magneti-Marelli
- Il terzo si trova in Via privata Vipiteno, vicino all’ex bacino idrico
- Il quarto ed il quinto si trovano in Via Tognazzi, angolo Via Tremelloni

#Retenonriservato

Tratto da: Al quartiere Adriano si salta. Arianna Vanini ci dice come trasformare il quotidiano in gioco

Quartiere Adriano Lombardia, Italia
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DisegnoAscolto- Laboratori di disegno e suono nello spazio pubblico

Irina Suteu, Michele Lori, Tanja Haraminčić, Marco Verdi, Nicola Mogno
Disegno/ascolto - Laboratori creativi di narrazione e disegno collaborativo, per riconoscere gli stereotipi legati alla povertà e facilitare la comunicazione dei bisogni e desideri d’inclusione nella comunità locale.
Le attività sono state organizzate dall’associazione culturale Arkipelag in collaborazione con un gruppo di musicisti e ricercatori soci dell’associazione culturale “Terzo Paesaggio” e Spazio Standards con la sede in via Maffucci 26.

Le attività laboratoriali si sono svolte in tre spazi pubblici nel quartiere Dergano: zona pedonale in Piazza Dergano, lo spazio giochi tra via Legnone e via Imbonati e il parco Nicolò Savarino. La particolarità delle attività è la duplice modalità di coinvolgimento audio/visivo, che è stata attivata utilizzando il disegno collaborativo su un unico supporto di carta, il campionamento di suoni e la raccolta d’interviste con i partecipanti e i passanti occasionali.
Gli obiettivi specifici delle attività sono:
1. innescare un dialogo con i cittadini abitanti nel quartiere che frequentano gli spazi pubblici più frequentati
2. comunicare la presenza e i servizi promossi della rete QuBi Dergano
3. individuare il modo in quale la povertà minorile è percepita dagli abitanti del quartiere.
Durante ogni laboratorio sono state proposte una serie di domande di partenza per facilitare l’inizio del dialogo.

#Retenonriservato

Piazza Dergano Lombardia, Italia
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Lost

Ph: Fabrizio Stipari

Ph: Fabrizio Stipari

Massimo Uberti
Massimo Uberti da sempre lavora con lo spazio, in #lostandfound ha indagato la casa, come corpo.

Nel Modulor Le Courbusier ci ricorda come ‘’prendere possesso dello Spazio è il primo atto degli esseri viventi, degli uomini, delle bestie, delle piante e delle nuvole, manifestazione di equilibrio e di durata. La prima prova di esistenza è quella di occupare lo spazio.’’ La relazione fra il dentro e il fuori è parte del nostro essere, ma è solo plasmando il mondo che possiamo esprimere veramente ciò che siamo.

#lostandfound è un progetto che racconta lo spazio del dentro e del fuori; il valore dello spazio è fondamentale nella relazione fra il sé e l’altro.
Due opere: un neon esterno e una pietra d’oro collocata nel giardino di Villa Singer, come in una duplicità, come in un dialogo, come è da sempre il cammino della nostra storia individuale e collettiva.

Marco Arosio ha invitato Rossana Ciocca ad immaginare un progetto d’arte pubblica nello spazio di confine fra Villa Singer e il naviglio Martesana.
Il bisnonno di Marco Arosio, Arturo Monti, spinto da una passione congenita per l’arte, volle trovare un luogo per la sua unica figlia pittrice in cui potesse lavorare en plein air.
Così nel 1934 comprò questa vecchia casa costruita alla fine dell’ottocento da un eccentrico signore austriaco, tal Karl Singer, come sua residenza e laboratorio per distillare profumi ed essenze.

En plein air è uno “spazio amato“.

Da fine Maggio 2020 fino alla fine dell’estate il neon #lost di Massimo Uberti era visibile a tutti dal muro di Villa Singer, mentre Lost and found-La pietra d’oro, nascosta en plein air, ognuno di noi dovrà cercarla nel proprio paesaggio interiore.

#Retenonriservato

Piazza dei Piccoli Martiri 2 Lombardia, Italia
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Take a day

Anca Adina Bettega (1996)
Take a day è il titolo di una serie di opere che partono dall’appropriazione dell’ambiente urbano, dalla riflessione sul rapporto con la città, con gli spazi pubblici e privati, con il collettivo e l’intimità.

Take a day, prendi un giorno, è un format creato nell'ottobre 2020, non ha nè una data di fine, né una durata precisa, quel che mantiene nel corso delle varie esposizioni è la voglia di ridisegnare i confini del nostro rapportarci con l’esterno.

Take a day prende vita nella realtà e nello spazio digitale di un blog, oggetti del quotidiano, dell’ambiente urbano e di quello privato; gli oggetti vengono suonati, successivamente vengono imballati da pluriball e digitalizzati attraverso la creazione di un qr code direttamente collegato al blog.

Per la residenza  Non Riservata, Take a day si concentra su sei oggetti trovati nell'ambiente metropolitano del quartiere di Loreto.
I sei oggetti scelti sono: un’altalena, un panettone di cemento, una cabina telefonica, un distributore 24h, dei campanelli di biciclette e un dissuasore di sosta in metallo che prendono vita durante la settimana di residenza.

Piazzale Francesco Bacone 13 Lombardia, Italia
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Vicariance

Yasmine Chiboub (1997)
Durante la residenza, l'artista ha  ridisegnato l’interno dello spazio espositivo di Non Riservato tramite un software di modellazione 3D. Nel nuovo progetto però, lo spazio visibile al di là delle due vetrate (il paesaggio) ha assunto un altro orizzonte, al posto di via Giovanni Paisiello, ha preso forma uno nuovo scenario, un’oasi lontana dalla città, dove natura e architettura coesistono armoniosamente.

L’artista  con Vicariance ha cercato attraverso una "presa mentale" dello spazio fisico, una nuova dimensione, che si potrebbe definire fra l’onirico e l’irreale, che porta lo spettatore in un altro luogo e in un altro tempo.

Piazza Francesco Durante 2 Lombardia, Italia
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Away from their colony, atrophied by reality

Elena Campus (1995) e Benedetta Lucca (1995)
Dal 28 settembre al 3 ottobre lo spazio di via Paisiello e’ stato completamente modificato dall’intervento del duo artistico Campus/Lucca  rendendolo totalmente irriconoscibile.
Eliminando qualsiasi punto di riferimento le artiste hanno costruito un labirinto, un'installazione ambientale attraverso il montaggio di teli in cotone bianco e pvc trasparente e rosso; tesi tramite una rete di cavi in acciaio montata a più di due metri di altezza.

L’ambiente in contemporanea è illuminato dall’installazione di Vittorio Corsini, costituita da led colorati che variano colore nel tempo a seconda dell'umore degli italiani. La "stanza bianca" acquisisce la tonalità della luce da cui viene illuminata.
All’ingresso del labirinto si è disorientati, Un’audio ne amplifica la percezione imponendo allo spettatore un percorso dettato da una voce femminile che funge da “navigatore”, indicandogli un percorso sconnesso. Ci si perde, si scappa, a volte ci si ferma.

     

Via Giovanni Paisiello 5 Lombardia, Italia
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Il corpo della luce

Andrea Como (1995) e Michela Zanini (1996)
Sono partiti nella loro ricerca dalla luce che filtrava dalla vetrina. In presa diretta con lo spazio hanno lavorato con le luci e le ombre, le linee naturali che si formavano sul pavimento, creando tramite l'algoritmo di un software di modellazione 3D a filamento tracce scultoree, dando corpo al reale e all'inafferrabile, in un tentativo di creare immagini tridimensionali istantanee in cui si percepisce la forte presenza fisica della luce e dei suoi spostamenti.

Via Benvenuto Garofalo 38 Lombardia, Italia
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7 Percorsi

Lucia Amitrani (1997)
Un percorso al giorno, un’esplorazione diaria della zona circostante via Paisiello 5 che ha portato a tessere una mappa su due livelli: da una parte una linea “fredda”, oggettiva, tracciata tramite l’uso del GPS (Global Positioning System), dall’altra una ricostruzione “calda” delle linee disegnate idealmente nel corso del viaggio.
Queste due tracce convivono nello spazio di una mappa, termine utilizzato originariamente per indicare un drappo, una tovaglia, che era proprio il supporto delle prime mappe agronome con cui i contadini rappresentavano i loro campi e possedimenti.

Vi sono quindi due modi di affrontare lo spazio, di concepire il nostro posizionamento nel mondo e la nostra esperienza di esso attraverso l’esplorazione.
La linea fredda è estremamente più intricata, più dettagliata; è fedele ad uno sguardo esterno che ci osserva dall’alto tracciando ogni spostamento e ci riporta quindi sempre sui nostri passi quando ritorniamo al nostro punto di partenza.
La linea calda è semplice, paradossalmente più definita e chiara della prima, perché una sintesi di molte evoluzioni nello spazio, ma soprattutto è una linea che si perde.

   

Piazzale Francesco Bacone 12 Lombardia, Italia
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23 oggetti

Federico de Lorentis (1994)  
"All’interno di Questo spazio un artista sta progettando e realizzando il proprio lavoro, all’interno di Quello spazio un artista sta realizzando il proprio lavoro". Durante la sua residenza Federico de Lorentis ha cercato  una connessione tra il proprio studio e lo spazio di via Paisiello, un luogo vuoto quasi asettico.
Le due situazioni si dimostrano estremamente complementari tra loro.

Il laboratorio privato testimonia la sua personalità, logicamente l'artista qui è totalmente a suo agio; l’altro luogo invece è così impersonale e necessita di cose o persone per raggiungere una sua sbiadita identità. E’ uno spazio ermetico e spoglio che contrasta la normalità tanto da rendere l'operazione in residenza timida e camuffata, è così che lo spettatore non potrà entrare in questo luogo, bensì potrà osservare e intravedere il lavorio dell’artista per poi, se interessato, cercarne le tracce nello spazio.

    

  

Via Cesare Beruto 13 Lombardia, Italia
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La memoria dello spazio

Adriana Acquaviva (1995)
Ha trasformato durante la sua residenza la vetrina di Non Riservato in un Teatro, come fosse un  punto di rottura tra il dentro e il fuori o, come luogo d’incontro fra chi passa e la messa in opera, nel tentativo di trovare una via di comunicazione o più semplicemente un incontro fra la strada e lo spazio interno.

La vetrina, come un set di teatro, funge da punto di congiunzione per gli uomini, punto di rottura tra il dentro e il fuori, si pone come intermediario o come via di comunicazione. Il corpo dell’artista come una matrice errante, o un'antenna cerca  di catalizzare le percezioni e le sensazioni nel tentativo di rompere i ritmi di chi passa abitualmente lungo l via, e spezzare il solito tran tran della vita di quartiere.
"L’essere umano" ci dice l’artista "è perennemente alla ricerca della sua identità, ma per farlo deve scoprire chi è, e per fare questo passaggio dovrà rispecchiarsi e riconoscersi nell’altro".

       

   

Viale Abruzzi 96 Lombardia, Italia
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Spostati, per favore

Marta Galbusera 
Durante la settimana di residenza in via Paisiello ha letto poesie ad alta voce, ha il sospetto però che Nessuno (forse) l'abbia  sentita.
Fuori dalla vetrina la strada era deserta.
Passavano pochi passanti, e l’eternità sembra farsi vedere. 

In quei giorni, in quei momenti quasi come in una scenografia, incorniciata dalla vetrina stessa, si accorge di  piccole variazioni, piccoli cambiamenti. Non le resta altro da fare se non il tentativo di disegnare e restituire quella stratificazione della realtà, appuntando immagini, che silenziosamente, affiorano.
In mostra, vengono presentati tre dei tredici disegni fatti in residenza.

   

Viale Gran Sasso Lombardia, Italia
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Pancia

Francesca Frigerio (1995) e Nicola Rossini (1992)
Nell'intervento di Francesca Frigerio e Nicola Rossini, elaborato durante il loro periodo di residenza a Non Riservato, la favola diventa un pretesto per una riflessione generazionale.
La vicenda di Pinocchio nella pancia del pescecane trova nello spazio di via Paisiello 5 la possibilità di articolarsi in diversi elementi che vanno a costruire un immaginario e una struttura narrativa; quest'ultima vede in primis uno scontro tra due grandi poli: il “bene” e il “male”, e successivamente l’articolarsi di una serie di riflessioni, preoccupazioni, confessioni...

Entrando nello spazio ci si presenta davanti a una botola completamente nera da cui esce un suono profondo, mostruoso e a tratti inquietante che, come il respiro del pescecane asmatico scandisce per Pinocchio la possibilità di fuga, accompagna lo spettatore, restando una presenza costante che come un buco nero “mangia” i colori dell’ambiente (installazione Light Mood di Vittorio Corsini) così come l’attenzione di chi ci si muove intorno.

Ad interferire con questo profondo nero è collocata sulla parete opposta un grande pezzo di stoffa bianco che riporta attraverso una scritta turchese le parole: “ MONTAMI SULLA GROPPA”, questo elemento diventa una dichiarazione che assume i connotati di uno striscione, retaggio dell’idea di manifestazione, volto all’espressione di un intento di atto eroico, di una presa in carico, così come nel libro di Collodi è la decisione di Pinocchio nel momento in cui, come un giovane Enea fatto di legno, decide di caricare Geppetto sulle proprie spalle per portare con le proprie forze in salvo il padre che ormai da due anni attendeva di essere digerito dalla pancia del pescecane.

Le piccole scritte stampate in nero direttamente sul muro e collocate in diversi punti dello spazio ci riportano ad una dimensione più intima e sincera, diventando un elemento che sembra essere quasi scomodo, un emergere di un' qualcosa che va oltre alla mitologia della scelta dell’eroe, diventano in definitiva le confidenze di due ragazzi che si trovano a fare i conti con la pancia di un gigantesco pescecane.

      

   

Via Benvenuto Garofalo 38 Lombardia, Italia
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Mosche su limoni

Chiara Ponti (1987) e Marta Galbusera.
Mosche su limoni” è una citazione nata casualmente durante un gioco fatto da Chiara  e Marta Galbusera a dicembre, colpite dall’immagine a cui rimandano queste parole hanno deciso di utilizzarle come titolo della loro residenza; fin da subito hanno deciso di lavorare autonomamente se pur condividendo alcuni momenti cardine come la lettura di poesie, l’ascolto di canzoni e giochi di parole.

Chiara è rimasta affascinata dall’illuminazione del sole proveniente dalla vetrina centrale, e si è domandata come la luce e le ombre si relazionano allo spazio e al tempo. Da qui ha preso forma l’installazione, che propone al passante  sotto  le sembianze di un gioco a cui e’ invitato  a partecipare, di  lasciare  una traccia delle ombre apparse al suo arrivo. 

       

9 45 Lombardia, Italia
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最终 Per Sempre

Ying Donglin (1993) e  Zhu Yaning (1996) 
"Voi siete il sale della terra; ma se il sale perdesse il sapore, con che cosa lo si potrà render salato? A null'altro serve che ad essere gettato via e calpestato dagli uomini". La realtà della società umana nel XX secolo ha infranto il mito dell'auto-aiuto umano ( collaborazione ).

Oggi è un'epoca colma di manipolazioni, piena di etichette e dominata dall'individualismo ci dice Zuh, la società ha stabilito ideologie che dobbiamo volontariamente o no, seguire  e l'individualismo vince anche sulla fede a favore del guadagno personale, così sentirsi bene e cadere e’ uno stato che le nuove generazioni vivono in continuazione nel presente, nella perenne ricerca di altri valori per il se e il mondo.

Ying Donglin  "Deve osservare se stessa e il suo comportamento, perché l'impressione che dà agli altri, specialmente agli uomini, diventerà la chiave del giudizio degli altri sulla sua vita e il suo fallimento. L'impressione degli altri su di lei sostituisce il suo originale sentimento di sé. “(John Berger, Modi di VEDERE)

Ying ci dice che  in realtà’, non sono solo le donne nella società moderna ma ogni individuo in tutto il mondo e lungo la sua storia passano  molto tempo a guardare se stessi, e questo "auto-esame" è spesso il punto di vista dell'Altro.

Quando ci guardiamo allo specchio, vediamo due immagini diverse di noi che si sovrappongono: da un lato, l'aspetto, età, il colore della pelle, l'origine etnica, d'altra parte troviamo  la società, il cosiddetto  aspetto sociale  che l'altro ti dà. E’ per questo che l’artista ci pone una semplice domanda: Chi è la bella persona al mondo? siamo noi? O e’ solo l‘immagine allo specchio, che  in questo momento ci sembra la più bella ?

      

     

Viale Stelvio Lombardia, Italia
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Residenze non riservate

THE SHOWCASE - Non Reserved AIR- Artist in Residence
un progetto di Non Riservato

manager di progetto Rossana Ciocca
con la collaborazione e i colori di Light Mood di Vittorio Corsini.

Artisti e periodo di residenza: Paolo Manfredi / 13 - 19 luglio -- Andrea Como e Michela Zanini / 20 - 26 luglio -- Lucia Amitrani / 27 luglio -- 2 agosto -- Ying Donglin e  Zhu Yaning / 3 - 9 agosto -- Marta Galbusera e Chiara Ponti / 24 - 30 agosto -- Yasmine Chiboub / 31 agosto - 6 settembre Federico de Lorentis / 7 - 13 settembre -- Anca Adina Bettega e  Adriana Acquaviva / 14 - 27 settembre -Elene Campus e Benedetta Lucca / 28 settembre - 4 ottobre -- Francesca Frigerio e Nicola Rossini / 5 - 11 ottobre 

#AudioCityMap
Racconti di pratiche urbane

Sedici giovani artisti dell'Accademia di Brera in residenza negli spazi di Non Riservato hanno ascoltato, guardato, parlato e mappato l'area intorno alle vetrine di via Paisiello 5 dilatando lo spazio fra la loro visione e la città', con particolare attenzione all’interno del Municipio 3 di Milano, durante la mostra Light Mood di Vittorio Corsini.

Residenze non riservate 
Ascoltare lo spazio urbano e le pratiche pubbliche attraverso la costruzione di una mappa sonora online. Una mappa mentale, collettiva e condivisa che racconta e scopre punti, pratiche e luoghi importanti di Milano attraverso la voce dei suoi protagonisti.

È sempre più evidente come l’attraversamento e il camminare all’interno di una città sia accompagnato dalle nuove tecnologie, quali telefoni cellulari e cuffie audio, da qui l’idea di trasformare l’esperienza del quotidiano (attraversare un luogo o sostare) in un processo creativo e di apprendimento.

Partendo dalla semplice idea di voler raccontare la città, i luoghi, i muri, gli odori e le visioni, le storie di Audio City Map ci parlano di interventi urbani, già esistenti - come mappatura di ciò che già è stato realizzato da artisti o designer a oggi – o effimeri – per creare racconti di pratiche o politiche dello sguardo da narrare al cittadino o al viaggiatore durante il suo attraversamento.

Costruire una mappa mentale è un processo creativo, che porta alla realizzazione di materiali che per loro natura sono diversi, proprio perché attingono da individui o soggetti con capacità creative diverse in cui l’annotazione personale su un luogo, su una via, su un’opera espandono l’immagine stessa, aprendo a nuovi significati e analogie, sottolineando come la creatività e la lettura personale possano ampliare la memorizzazione dello spazio e del paesaggio.Le mappe mentali lasciano sempre una chiave d’interpretazione che permette a chi ascolta di attivare propri processi d’apprendimento e di elaborazione per una chiave di lettura personale e unica.

INFO
Inaugurazione 20 ottobre 2020, ore 18.
La mostra rimane aperta fino al 20 novembre 2020.
Visite su appuntamento, scrivere a info@nonriservato.net.
La mostra è parte del programma di Walk-In Studio 2020.
www.nonriservato.net

 

 

Via Paisiello 5 Milano