Audio City MAP

Ascoltare lo spazio urbano e le pratiche pubbliche attraverso la costruzione di una mappa sonora online. Una mappa mentale, collettiva e condivisa che racconta e scopre punti, pratiche e luoghi importanti di Milano attraverso la voce dei suoi protagonisti.
È sempre più evidente come l’attraversamento e il camminare all’interno di una città sia accompagnato dalle nuove tecnologie, quali telefoni cellulari e cuffie audio, da qui l’idea di trasformare l’esperienza del quotidiano (attraversare un luogo o sostare) in un processo creativo e di apprendimento.

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Non Reserved- AIR Artist In Residence. Residenza di 16 giovani artisti soli o in coppia, in collaborazione con la Cattedra di Scultura dell’Accademia di Belle Arti di Brera di Vittorio Corsini.
Gli artisti hanno ascoltato, guardato parlato mappato l’area intorno alla vetrina di via Paisiello 5 dilatando lo spazio fra la loro visione e la città’.

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Residenze non riservate: 45.481300, 9.217300
最终 Per Sempre: 45.490284, 9.213409
Mosche su limoni: 45.459858, 9.281028
Pancia: 45.478900, 9.219400
Spostati, per favore: 45.483300, 9.217300
23 oggetti: 45.482200, 9.235300
La memoria dello spazio: 45.473600, 9.217300
7 Percorsi: 45.479900, 9.214100
Il corpo della luce: 45.478900, 9.219400
Away from their colony, atrophied by reality: 45.481300, 9.217300
Vicariance: 45.488700, 9.222500
Take a day: 45.479900, 9.214100
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Take a day

Anca Adina Bettega (1996)
Take a day è il titolo di una serie di opere che partono dall’appropriazione dell’ambiente urbano, dalla riflessione sul rapporto con la città, con gli spazi pubblici e privati, con il collettivo e l’intimità.

Take a day, prendi un giorno, è un format creato nell'ottobre 2020, non ha nè una data di fine, né una durata precisa, quel che mantiene nel corso delle varie esposizioni è la voglia di ridisegnare i confini del nostro rapportarci con l’esterno.

Take a day prende vita nella realtà e nello spazio digitale di un blog, oggetti del quotidiano, dell’ambiente urbano e di quello privato; gli oggetti vengono suonati, successivamente vengono imballati da pluriball e digitalizzati attraverso la creazione di un qr code direttamente collegato al blog.

Per la residenza  Non Riservata, Take a day si concentra su sei oggetti trovati nell'ambiente metropolitano del quartiere di Loreto.
I sei oggetti scelti sono: un’altalena, un panettone di cemento, una cabina telefonica, un distributore 24h, dei campanelli di biciclette e un dissuasore di sosta in metallo che prendono vita durante la settimana di residenza.

Piazzale Francesco Bacone 13 Lombardia, Italia
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Vicariance

Yasmine Chiboub (1997)
Durante la residenza, l'artista ha  ridisegnato l’interno dello spazio espositivo di Non Riservato tramite un software di modellazione 3D. Nel nuovo progetto però, lo spazio visibile al di là delle due vetrate (il paesaggio) ha assunto un altro orizzonte, al posto di via Giovanni Paisiello, ha preso forma uno nuovo scenario, un’oasi lontana dalla città, dove natura e architettura coesistono armoniosamente.

L’artista  con Vicariance ha cercato attraverso una "presa mentale" dello spazio fisico, una nuova dimensione, che si potrebbe definire fra l’onirico e l’irreale, che porta lo spettatore in un altro luogo e in un altro tempo.

Piazza Francesco Durante 2 Lombardia, Italia
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Away from their colony, atrophied by reality

Elena Campus (1995) e Benedetta Lucca (1995)
Dal 28 settembre al 3 ottobre lo spazio di via Paisiello e’ stato completamente modificato dall’intervento del duo artistico Campus/Lucca  rendendolo totalmente irriconoscibile.
Eliminando qualsiasi punto di riferimento le artiste hanno costruito un labirinto, un'installazione ambientale attraverso il montaggio di teli in cotone bianco e pvc trasparente e rosso; tesi tramite una rete di cavi in acciaio montata a più di due metri di altezza.

L’ambiente in contemporanea è illuminato dall’installazione di Vittorio Corsini, costituita da led colorati che variano colore nel tempo a seconda dell'umore degli italiani. La "stanza bianca" acquisisce la tonalità della luce da cui viene illuminata.
All’ingresso del labirinto si è disorientati, Un’audio ne amplifica la percezione imponendo allo spettatore un percorso dettato da una voce femminile che funge da “navigatore”, indicandogli un percorso sconnesso. Ci si perde, si scappa, a volte ci si ferma.

     

Via Giovanni Paisiello 5 Lombardia, Italia
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Il corpo della luce

Andrea Como (1995) e Michela Zanini (1996)
Sono partiti nella loro ricerca dalla luce che filtrava dalla vetrina. In presa diretta con lo spazio hanno lavorato con le luci e le ombre, le linee naturali che si formavano sul pavimento, creando tramite l'algoritmo di un software di modellazione 3D a filamento tracce scultoree, dando corpo al reale e all'inafferrabile, in un tentativo di creare immagini tridimensionali istantanee in cui si percepisce la forte presenza fisica della luce e dei suoi spostamenti.

Via Benvenuto Garofalo 38 Lombardia, Italia
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7 Percorsi

Lucia Amitrani (1997)
Un percorso al giorno, un’esplorazione diaria della zona circostante via Paisiello 5 che ha portato a tessere una mappa su due livelli: da una parte una linea “fredda”, oggettiva, tracciata tramite l’uso del GPS (Global Positioning System), dall’altra una ricostruzione “calda” delle linee disegnate idealmente nel corso del viaggio.
Queste due tracce convivono nello spazio di una mappa, termine utilizzato originariamente per indicare un drappo, una tovaglia, che era proprio il supporto delle prime mappe agronome con cui i contadini rappresentavano i loro campi e possedimenti.

Vi sono quindi due modi di affrontare lo spazio, di concepire il nostro posizionamento nel mondo e la nostra esperienza di esso attraverso l’esplorazione.
La linea fredda è estremamente più intricata, più dettagliata; è fedele ad uno sguardo esterno che ci osserva dall’alto tracciando ogni spostamento e ci riporta quindi sempre sui nostri passi quando ritorniamo al nostro punto di partenza.
La linea calda è semplice, paradossalmente più definita e chiara della prima, perché una sintesi di molte evoluzioni nello spazio, ma soprattutto è una linea che si perde.

   

Piazzale Francesco Bacone 12 Lombardia, Italia
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23 oggetti

Federico de Lorentis (1994)  
"All’interno di Questo spazio un artista sta progettando e realizzando il proprio lavoro, all’interno di Quello spazio un artista sta realizzando il proprio lavoro". Durante la sua residenza Federico de Lorentis ha cercato  una connessione tra il proprio studio e lo spazio di via Paisiello, un luogo vuoto quasi asettico.
Le due situazioni si dimostrano estremamente complementari tra loro.

Il laboratorio privato testimonia la sua personalità, logicamente l'artista qui è totalmente a suo agio; l’altro luogo invece è così impersonale e necessita di cose o persone per raggiungere una sua sbiadita identità. E’ uno spazio ermetico e spoglio che contrasta la normalità tanto da rendere l'operazione in residenza timida e camuffata, è così che lo spettatore non potrà entrare in questo luogo, bensì potrà osservare e intravedere il lavorio dell’artista per poi, se interessato, cercarne le tracce nello spazio.

    

  

Via Cesare Beruto 13 Lombardia, Italia
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La memoria dello spazio

Adriana Acquaviva (1995)
Ha trasformato durante la sua residenza la vetrina di Non Riservato in un Teatro, come fosse un  punto di rottura tra il dentro e il fuori o, come luogo d’incontro fra chi passa e la messa in opera, nel tentativo di trovare una via di comunicazione o più semplicemente un incontro fra la strada e lo spazio interno.

La vetrina, come un set di teatro, funge da punto di congiunzione per gli uomini, punto di rottura tra il dentro e il fuori, si pone come intermediario o come via di comunicazione. Il corpo dell’artista come una matrice errante, o un'antenna cerca  di catalizzare le percezioni e le sensazioni nel tentativo di rompere i ritmi di chi passa abitualmente lungo l via, e spezzare il solito tran tran della vita di quartiere.
"L’essere umano" ci dice l’artista "è perennemente alla ricerca della sua identità, ma per farlo deve scoprire chi è, e per fare questo passaggio dovrà rispecchiarsi e riconoscersi nell’altro".

       

   

Viale Abruzzi 96 Lombardia, Italia
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Spostati, per favore

Marta Galbusera 
Durante la settimana di residenza in via Paisiello ha letto poesie ad alta voce, ha il sospetto però che Nessuno (forse) l'abbia  sentita.
Fuori dalla vetrina la strada era deserta.
Passavano pochi passanti, e l’eternità sembra farsi vedere. 

In quei giorni, in quei momenti quasi come in una scenografia, incorniciata dalla vetrina stessa, si accorge di  piccole variazioni, piccoli cambiamenti. Non le resta altro da fare se non il tentativo di disegnare e restituire quella stratificazione della realtà, appuntando immagini, che silenziosamente, affiorano.
In mostra, vengono presentati tre dei tredici disegni fatti in residenza.

   

Viale Gran Sasso Lombardia, Italia
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Pancia

Francesca Frigerio (1995) e Nicola Rossini (1992)
Nell'intervento di Francesca Frigerio e Nicola Rossini, elaborato durante il loro periodo di residenza a Non Riservato, la favola diventa un pretesto per una riflessione generazionale.
La vicenda di Pinocchio nella pancia del pescecane trova nello spazio di via Paisiello 5 la possibilità di articolarsi in diversi elementi che vanno a costruire un immaginario e una struttura narrativa; quest'ultima vede in primis uno scontro tra due grandi poli: il “bene” e il “male”, e successivamente l’articolarsi di una serie di riflessioni, preoccupazioni, confessioni...

Entrando nello spazio ci si presenta davanti a una botola completamente nera da cui esce un suono profondo, mostruoso e a tratti inquietante che, come il respiro del pescecane asmatico scandisce per Pinocchio la possibilità di fuga, accompagna lo spettatore, restando una presenza costante che come un buco nero “mangia” i colori dell’ambiente (installazione Light Mood di Vittorio Corsini) così come l’attenzione di chi ci si muove intorno.

Ad interferire con questo profondo nero è collocata sulla parete opposta un grande pezzo di stoffa bianco che riporta attraverso una scritta turchese le parole: “ MONTAMI SULLA GROPPA”, questo elemento diventa una dichiarazione che assume i connotati di uno striscione, retaggio dell’idea di manifestazione, volto all’espressione di un intento di atto eroico, di una presa in carico, così come nel libro di Collodi è la decisione di Pinocchio nel momento in cui, come un giovane Enea fatto di legno, decide di caricare Geppetto sulle proprie spalle per portare con le proprie forze in salvo il padre che ormai da due anni attendeva di essere digerito dalla pancia del pescecane.

Le piccole scritte stampate in nero direttamente sul muro e collocate in diversi punti dello spazio ci riportano ad una dimensione più intima e sincera, diventando un elemento che sembra essere quasi scomodo, un emergere di un' qualcosa che va oltre alla mitologia della scelta dell’eroe, diventano in definitiva le confidenze di due ragazzi che si trovano a fare i conti con la pancia di un gigantesco pescecane.

      

   

Via Benvenuto Garofalo 38 Lombardia, Italia
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Mosche su limoni

Chiara Ponti (1987) e Marta Galbusera.
Mosche su limoni” è una citazione nata casualmente durante un gioco fatto da Chiara  e Marta Galbusera a dicembre, colpite dall’immagine a cui rimandano queste parole hanno deciso di utilizzarle come titolo della loro residenza; fin da subito hanno deciso di lavorare autonomamente se pur condividendo alcuni momenti cardine come la lettura di poesie, l’ascolto di canzoni e giochi di parole.

Chiara è rimasta affascinata dall’illuminazione del sole proveniente dalla vetrina centrale, e si è domandata come la luce e le ombre si relazionano allo spazio e al tempo. Da qui ha preso forma l’installazione, che propone al passante  sotto  le sembianze di un gioco a cui e’ invitato  a partecipare, di  lasciare  una traccia delle ombre apparse al suo arrivo. 

       

9 45 Lombardia, Italia
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最终 Per Sempre

Ying Donglin (1993) e  Zhu Yaning (1996) 
"Voi siete il sale della terra; ma se il sale perdesse il sapore, con che cosa lo si potrà render salato? A null'altro serve che ad essere gettato via e calpestato dagli uomini". La realtà della società umana nel XX secolo ha infranto il mito dell'auto-aiuto umano ( collaborazione ).

Oggi è un'epoca colma di manipolazioni, piena di etichette e dominata dall'individualismo ci dice Zuh, la società ha stabilito ideologie che dobbiamo volontariamente o no, seguire  e l'individualismo vince anche sulla fede a favore del guadagno personale, così sentirsi bene e cadere e’ uno stato che le nuove generazioni vivono in continuazione nel presente, nella perenne ricerca di altri valori per il se e il mondo.

Ying Donglin  "Deve osservare se stessa e il suo comportamento, perché l'impressione che dà agli altri, specialmente agli uomini, diventerà la chiave del giudizio degli altri sulla sua vita e il suo fallimento. L'impressione degli altri su di lei sostituisce il suo originale sentimento di sé. “(John Berger, Modi di VEDERE)

Ying ci dice che  in realtà’, non sono solo le donne nella società moderna ma ogni individuo in tutto il mondo e lungo la sua storia passano  molto tempo a guardare se stessi, e questo "auto-esame" è spesso il punto di vista dell'Altro.

Quando ci guardiamo allo specchio, vediamo due immagini diverse di noi che si sovrappongono: da un lato, l'aspetto, età, il colore della pelle, l'origine etnica, d'altra parte troviamo  la società, il cosiddetto  aspetto sociale  che l'altro ti dà. E’ per questo che l’artista ci pone una semplice domanda: Chi è la bella persona al mondo? siamo noi? O e’ solo l‘immagine allo specchio, che  in questo momento ci sembra la più bella ?

      

     

Viale Stelvio Lombardia, Italia
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Residenze non riservate

THE SHOWCASE - Non Reserved AIR- Artist in Residence
un progetto di Non Riservato

manager di progetto Rossana Ciocca
con la collaborazione e i colori di Light Mood di Vittorio Corsini.

Artisti e periodo di residenza: Paolo Manfredi / 13 - 19 luglio -- Andrea Como e Michela Zanini / 20 - 26 luglio -- Lucia Amitrani / 27 luglio -- 2 agosto -- Ying Donglin e  Zhu Yaning / 3 - 9 agosto -- Marta Galbusera e Chiara Ponti / 24 - 30 agosto -- Yasmine Chiboub / 31 agosto - 6 settembre Federico de Lorentis / 7 - 13 settembre -- Anca Adina Bettega e  Adriana Acquaviva / 14 - 27 settembre -Elene Campus e Benedetta Lucca / 28 settembre - 4 ottobre -- Francesca Frigerio e Nicola Rossini / 5 - 11 ottobre 

#AudioCityMap
Racconti di pratiche urbane

Sedici giovani artisti dell'Accademia di Brera in residenza negli spazi di Non Riservato hanno ascoltato, guardato, parlato e mappato l'area intorno alle vetrine di via Paisiello 5 dilatando lo spazio fra la loro visione e la città', con particolare attenzione all’interno del Municipio 3 di Milano, durante la mostra Light Mood di Vittorio Corsini.

Residenze non riservate 
Ascoltare lo spazio urbano e le pratiche pubbliche attraverso la costruzione di una mappa sonora online. Una mappa mentale, collettiva e condivisa che racconta e scopre punti, pratiche e luoghi importanti di Milano attraverso la voce dei suoi protagonisti.

È sempre più evidente come l’attraversamento e il camminare all’interno di una città sia accompagnato dalle nuove tecnologie, quali telefoni cellulari e cuffie audio, da qui l’idea di trasformare l’esperienza del quotidiano (attraversare un luogo o sostare) in un processo creativo e di apprendimento.

Partendo dalla semplice idea di voler raccontare la città, i luoghi, i muri, gli odori e le visioni, le storie di Audio City Map ci parlano di interventi urbani, già esistenti - come mappatura di ciò che già è stato realizzato da artisti o designer a oggi – o effimeri – per creare racconti di pratiche o politiche dello sguardo da narrare al cittadino o al viaggiatore durante il suo attraversamento.

Costruire una mappa mentale è un processo creativo, che porta alla realizzazione di materiali che per loro natura sono diversi, proprio perché attingono da individui o soggetti con capacità creative diverse in cui l’annotazione personale su un luogo, su una via, su un’opera espandono l’immagine stessa, aprendo a nuovi significati e analogie, sottolineando come la creatività e la lettura personale possano ampliare la memorizzazione dello spazio e del paesaggio.Le mappe mentali lasciano sempre una chiave d’interpretazione che permette a chi ascolta di attivare propri processi d’apprendimento e di elaborazione per una chiave di lettura personale e unica.

INFO
Inaugurazione 20 ottobre 2020, ore 18.
La mostra rimane aperta fino al 20 novembre 2020.
Visite su appuntamento, scrivere a info@nonriservato.net.
La mostra è parte del programma di Walk-In Studio 2020.
www.nonriservato.net

 

 

Via Paisiello 5 Milano